non curare mal di schiena con farmaciL’Associazione Medica Americana (ACP) per la prima volta in assoluto, asserisce nelle linee guida 2017, che i comuni farmaci antinfiammatori, come aspirina, ibuprofene e paracetamolo sono “completamene inutili” come primo approccio contro il mal di schiena. Anche gli antidolorifici non risultavano meglio di un placebo nel ridurre l’intensità del dolore nelle prime 4 settimane di lombalgia acuta.
È anche quanto emerge da una analisi di 35 sperimentazioni randomizzate, che hanno coperto oltre 6000 persone che usavano antidolorifici e antinfiammatori. Condotta dal George Institute for Global Health di Sydney, e che ha rivelato che i farmaci noti collettivamente come ‘non-steroidal anti-inflammatory drugs’, o NSAIDs, offrono benefici  uguali o appena superiori ai placebo.
Gli antidolorifici non sono una risposta al dolore alla schiena, avvertono i ricercatori.

Movimenti regolari aiutano a tenere lontano il dolore alla schiena e le persone dovrebbero scegliere un’ attività a loro gradita e che  stimoli la circolazione cardiovascolare.
vivere sani

 

Da ricordare sempre, la struttura del nostro corpo, nostro vitalità, la resistenza alle malattie, e la salute di tutti nostri organi e tessuti dipende anche profondamente dalla nostra alimentazione.

 

Quando il dolore colpisce, ad esempio nel colpo della strega, di solito (il 40%)  scompare entro un paio di settimane, ma se persiste, gli studiosi non condizionati dalle case farmaceutiche e interessi personali, raccomandano la chiropratica e le manipolazioni vertebrali.

Degno di nota il fatto che la linea guida clinica per i medici di base negli Stati Uniti dice anche di non più prescrivere di routine radiografie  per mal di schiena senza cause apparenti.
Non sono affatto utili in prima battuta, perché non favoriscono un recupero del paziente. Anzi, sono solo dispendiosi per il singolo e per la società, ma anche rischiosi, perché sottopongono il paziente a inutili irradiazioni e molte volte crea un costoso e non necessario girovagare da uno specialista all’altro.

Recentemente un altro mito è stato sfatato: trovare risposte diagnostiche sulle scansioni dell’immagine. Le cosiddette prove visive della stenosi spinale su MRI, CT, non hanno alcuna relazione coerente con dolori e sintomi nei pazienti. La stenosi spinale è la più comune indicazione chirurgica tra le persone di età superiore ai 65 anni e purtroppo spesso questi pazienti sono indirizzati verso l’intervento chirurgico in base alle scansioni dell’immagine. (Burgstaller JM et al., Spine, 2017; 41 (7): E1053-62.)

Ann. Intern. Med. 4 April 2017, Vol.166 No. 7 .514-53.
Bauer et  al.: Spine 32 oct. 2013
http://annals.org/pdfaccess.ashx?url=/data/journals/aim/936156/

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