Mi spieghi dottore: falsi miti e mezze verità sul mal di schiena.

Quanti atteggiamenti e credenze errate quando si parla di mal di schiena!!
Conoscerle è un 
primo modo per evitare di star male.

 

Sanrocco como
Non è vero che il dolore indichi un aumento dei danni alla schiena e che quindi lo si debba evitare, 
per esempio, con grande cautela e con paura del movimento.
Non è vero che un’ernia al disco deve essere operata.
Non è vero che un’operazione di ernia al disco risolve il dolore e la causa.
Non è vero che dalle radiografie vedremo la causa del dolore.
Non è vero che le anomalie ossee riscontrate tramite risonanza magnetica o radiografia quali: 
osteoporosi, rottura dell’annulus fibroso, degenerazione dei dischi, artrosi, scoliosi, spondilosi, spondilolistesi, anomalie congenite ecc. sono la causa di dolore alla schiena.
Non è vero che la stenosi spinale è la più comune causa del mal di schiena tra le persone di età 
superiore ai 65 anni e che le prove visive della stenosi spinale su MRI, CT , sono coerenti con dolori e sintomi nei pazienti.
Non è vero che la degenerazione dei dischi causa mal di schiena.
Non è vero che quando la schiena fa male la causa è uno sforzo o un trauma.
Non è vero che il mal di schiena non permette di avere una vita normale e ci mette fuori servizio.
Non è vero che quando abbiamo mal di schiena dovremmo fare radiografie o una risonanza della 
colonna.
Non è vero che dove  c’è il dolore lì è anche la causa del mal di schiena o  della cervicale
Non è vero che il disco si è gonfiato perché faccio un lavoro pesante.
Non è vero che il rigonfiamento, protrusione o “bulging” del disco è la causa del mio mal di schiena.
Non è vero che quando ho mal di schiena non devo andare a lavorare.
Non è vero che il mal di schiena causa disabilità permanente.
Non è vero che devo cambiare lavoro a causa del mio mal di schiena.
Non è vero che avere male di schiena vuol dire che hai danneggiato biologicamente la schiena.
Non è vero che la causa del mal di schiena può essere curata con i farmaci.
Non è vero che il cibo non ha importanza quando hai mal di schiena e non può causare dolori.
Non è vero che bere una quantità sufficiente di acqua non ha attinenza con mal di schiena o mal di testa.
Non è vero che stress emotivi, infelicità, rancore etc. non sono fattori da considerare quando hai mal di schiena.
Non è vero che il dolore aumenta con l’attività o il lavoro
Non è vero che il dolore debba scomparire del tutto prima di tentare di tornare al lavoro o alle 
normali attività.
Non è corretto avere un atteggiamento catastrofico, pensando il peggio, sopravvalutando i sintomi corporei.
Non è vero che si devono abbandonare le attività del vivere quotidiano.
Non fidatevi solo dei farmaci: non risolvono il problema, leniscono solo il dolore.
Non restate a casa: vi concentrerete ancor di più sui vostri dolori e così aumenteranno
Non smettete di fare le cose che vi piacciono, in particolare se il dolore non aumenta: questo vale 
anche per lo sport e le attività del tempo libero.
Non preoccupatevi, non state diventando invalidi: mai nessuno lo è diventato per un semplice mal 
di schiena.mal di schiena
Non intristitevi nei giorni peggiori: il dolore normalmente ha un’intensità variabile ma, anche se
momentaneamente aumenta non significa che la situazione sia peggiore.
Cominciate gradualmente e fate qualcosa in più ogni giorno: vedrete i miglioramenti.
Non date retta alle “storie dell’orrore” degli altri: non sono reali.
Continuate a lavorare o riprendete appena possibile, con incarichi meno pesanti per qualche
giorno: il mal di schiena non vi rende invalidi, richiede solo di limitarsi un po’; continuare a lavorare, inoltre è una medicina infallibile per la nostra mente.

Mantenetevi in forma: camminare, nuotare, andare in bici, fare ginnastica, ballare vi farà sentire meglio per molti motivi: vi accorgerete di poterlo fare senza aumentare particolarmente il dolore, vi gioverà psicologicamente, migliorerà la possibilità di riparazione dei tessuti, aumenterà le endorfine, che sono autoprodotte dal corpo per ridurre il dolore.
Siate pazienti: è normale per chi soffre di mal di schiena avere ogni tanto dei dolori.
Vivete il più normalmente possibile: questo non vuol dire fare gli eroi; significa invece dosare le
proprie forze, avere momenti di riposo, permettendo al corpo di recuperare nel modo migliore
possibile: con il movimento.mal di schiena

Lo sapevate che il colpo della strega è un meccanismo di difesa messo in atto dall’organismo per evitare problemi ben maggiori come gli stiramenti muscolari? Un male minore dunque, anche se fastidioso e doloroso.
Il colpo della strega è una lombalgia acuta che si manifesta con dolore improvviso simile a una
frustata che paralizza nella tipica posizione di piegamento della schiena e impedisce di svolgere
ogni tipo di movimento. Ed è l’ultima difesa del corpo per impedire che il disco esca.
Il disco si gonfia (e lo si capisce andando in bagno, ridendo, tossendo, starnutendo, perchè si ha dolore) per autoproteggersi. Il corpo fa il suo dovere, blocca tutto.

La schiena si blocca, il dolore è lancinante: cosa fare?
Per evitare maggiori danni e dolore bisogna rimanere calmi e limitare il più possibile i movimenti, evitando spostamenti bruschi e repentini adagiarsi o appoggiarsi restando immobili in quella posizione. La terapia migliore è mettere subito del ghiaccio, per dieci minuti sì e per un’ora no, per tre giorni di fila. Così facendo il disco si disinfiamma e si sgonfia, dando immediato benessere.
Il colpo della strega di solito non dura molto, va considerato come un avvertimento che qualcosa non va alla schiena e una volta passata la fase acuta è importante andare subito da un chiropratico esperto.
Un dottore in chiropratica potrà capire perché il corpo è andato in autodifesa, capirne e cambiarne le cause affinché la schiena non si blocchi di nuovo.
Con il metodo Sanrocco abbiamo indicato più di 500 motivi che possono essere causa del mal di schiena.
Siamo all’avanguardia per la cura di mal di schiena, cervicale, sciatica e altri problemi correlati con questi.Sanrocco como

 

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Presented at the annual meeting of the North American Spine Society, Seattle, 2006.
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