Per raccontare la mia esperienza devo tornare indietro nel tempo…. Avevo 19 anni e iniziavo l’università a Pavia. Già in estate avevo iniziato ad avvertire un persistente fastidio sotto il piede sinistro, ma non gli avevo dato troppo peso. Poi il fastidio si trasformò in dolore ed iniziò un vero calvario. Inizialmente mi sottoposero ad indagini cliniche (radiografie, ecografie) che non diedero riscontro di patologie in atto. Il mio piede “non aveva nulla”. Poi mi prescrissero cicli di terapie di ultrasuoni e laserterapia al piede…senza che ne derivasse nessun beneficio.
Un fisiatra illuminato, con molta leggerezza, concluse che il mio dolore era dovuto ad un problema di “andatura” e mi prescrisse dei rialzi di 5mm per lato a ciascuna scarpa, fatti mettere da un calzolaio. In un secondo momento mi feci preparare dei plantari veri e propri. Il dolore si attenuava al piede ma iniziarono a farmi male le ginocchia. Anche camminare divenne un problema.

Fino a quel momento ero stata molto sportiva, ma a quel punto dovetti abbandonare anche lo sci da discesa, che amavo molto, cercando di sopportare il dolore per cercare di avere uno stile di vita normale.
Consultai diversi ortopedici, anche fuori regione, ma questi non riuscivano a capire il problema, mi proponevano soluzioni che spaziavano tra l’intervento chirurgico alle ginocchia a massicce terapie antiflogistiche. Ogni sera dovevo fare impacchi di ghiaccio per sopportare il dolore.
Dopo un anno mi feci visitare a Pavia da un ortopedico che mi comunicò che questi plantari mi stavano rovinando le ginocchia e che avrebbero potuto nel tempo provocare danni anche alla schiena: iniziai così ad indossare un nuovo tipo di plantare, che sembrava migliorare la situazione, parzialmente…

Chi non ha provato non può capire cosa voglia dire per una ragazza di vent’anni portare SEMPRE un plantare in pelle, anche nelle pantofole in casa, anche al mare nelle espadrillas…
Non potevo mai camminare a piedi nudi, nemmeno sulla spiaggia, dovevo sempre portare mocassini o scarpe chiuse che stringevano e martoriavano il collo del piede.

Da tempo amici di famiglia mi avevano suggerito di farmi visitare a Como, nel Centro Chiropratico Sanrocco, dove loro erano in cura. Io avevo sempre gentilmente respinto il loro invito: ero in cura da un ortopedico di cui mi fidavo, non pensavo il mio problema fosse risolvibile con queste manipolazioni vertebrali di cui, a dir la verità, mi fidavo anche poco.

Nel 1985, a pochi giorni dalla laurea, sono finalmente riusciti a convincermi e mi hanno accompagnato ad una visita con il Dott. Seru
Non potrò mai dimenticare quel momento: dopo avermi visitato mi disse che non solo i plantari si potevano, ma si DOVEVANO togliere per curare il leggero abbassamento dell’anca che aveva causato in origine il dolore al piede, ma soprattutto per rimediare i danni causati in quattro anni dai plantari stessi.

Non osavo crederci e per tre mesi ho tenuto i plantari in borsa. In quattro sedute e senza alcuna terapia farmacologica ho potuto finalmente tornare a camminare senza dolore, a comprare scarpe di mio gusto e sandali (ancora oggi non amo i mocassini).
Da allora, ormai sono passati trentadue anni, ogni anno mi prenoto per “il tagliando” di controllo dal Dott. Seru e in caso di problemi osteoarticolari, i miei famigliari ed io sappiamo a chi rivolgerci con fiducia.

Quando poi nella mia cerchia di amici e conoscenti c’è qualcuno che ha problemi di questo tipo propongo sempre di prenotare una visita al Sanrocco.

In tanti, tantissimi, mi hanno ascoltato e ringraziato poi per la mia insistenza.

Paola LipetiSanrocco metodo

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